Jean Patry: “Ho scelto Milano per il progetto: siamo un team ambizioso”

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L’opposto dell’Allianz Powervolley indica la strada: “Dimostriamo il nostro valore in campo”

MILANO – È il volto nuovo dell’Allianz Powervolley. Jean Patry da Montpellier, classe 1996, è pronto a prendersi sulle spalle la sua nuova squadra. È stata una delle sorprese della scorsa stagione con la maglia di Cisterna, mentre ora non vede l’ora di indossare la maglia di Milano. Primi giorni di ritiro per il nuovo numero 9 meneghino, chiamato a raccogliere un’eredità importante nel ruolo di posto 2, ma che dimostra fin da subito la determinazione che appartiene solo ai grandi giocatori.

«Avevo molte offerte, sia in Italia sia all’estero, ma la proposta di Milano era per me la migliore in termini di progetto – racconta sul sito della Federazione francese–. Stavo cercando una sfida che mi permettesse di fare un piccolo passo in avanti in Superlega rispetto a Cisterna. Sarei anche potuto rimanere, perché il club ha fatto una grande squadra per la stagione 2020-2021, ma ho preferito optare per Milano, che è uno dei migliori club in Italia e negli ultimi anni ha sempre avuto un ruolo principale in campionato. Nella scorsa stagione hanno chiuso al quinto posto, da tre anni sono sempre nei playoff. È un club che mi interessava molto già da quando sono arrivato in Italia, con un ottimo allenatore ed una squadra ricca di affiatamento. Da fuori l’atmosfera di lavoro sembra ottima». Impressioni confermate fin dai primi giorni di ritiro che la squadra sta svolgendo a Cuneo, prima occasione per Patry di entrare a contatto con i suoi nuovi compagni. Patry ha scelto Milano e Milano ha scelto Patry, giocatore che nella sua prima stagione in Italia ha dato dimostrazione del suo ampio bagaglio tecnico. «Personalmente sono piuttosto soddisfatto di ciò che ho fatto durante la scorsa stagione – prosegue il talento di Montpellier –. Sono stato sempre costante, ho chiuso terzo nella classifica marcatori dietro a Nimir e Boyer e per me questo era un piccolo obiettivo da raggiungere. Penso di aver fatto bene, così come è andata bene durante le Qualificazioni alle Olimpiadi di Tokyo. Una cosa è certa: nello sport ad alto livello, devi sempre metterti in discussione, non puoi mai adagiarti sugli allori e su ciò che è stato fatto, ma devi sempre pensare a ciò che viene dopo. C’è sempre la necessità di dimostrare in ogni partita che sei un giocatore di alto livello e che meriti quello status. Quindi non devo pensare di essere l’MPV delle qualificazioni olimpiche, ma la cosa più importante rimane sempre la prossima partita».

Sguardo al futuro, che ora ha i colori dell’Allianz Powervolley Milano. «Siamo una squadra molto giovane, questo sarà molto importante dal punto di vista dello spirito di gruppo e dalla coesione che si creerà. Il sestetto titolare per metà è rimasto lo stesso dello scorso anno, con Sbertoli, Piano, Kozamernik e Pesaresi, mentre i cambiamenti sono sui posti 4 con Maar e Ishikawa. Sono certo che il team abbia un grande potenziale, poi starà a noi dimostrare come andrà la stagione». Team giovane ed ambizione, come Patry, pronto a tracciare la strada insieme ai suoi compagni. «L’obiettivo è essere una squadra di alto livello. Abbiamo un roster che ci consente di poter puntare in alto in classifica, ma questo è solo sulla carta. Vale per noi come per altre squadre. Faremo di tutto per portare in alto in classifica Milano e diminuire sempre più le distanze dalle prime quattro. È qualcosa in cui credo, uno dei motivi per cui ho sposato il progetto di Milano. Sarà anche necessario prestare attenzione però anche alle altre squadre, perché il coronavirus ha un po’ ridistribuito le carte nel campionato italiano: alcune squadre si sono rinforzate più del previsto, altre forse meno. Sarà una Superlega interessante, potrebbero esserci delle sorprese». Dritto al punto, come è giusto che sia nelle corde di un opposto, anche quando di parla di eredità e responsabilità. «So che prendere il posto di Nimir non sarà facile – conclude il francese –, ma per me questa sfida rappresenta un’opportunità. Se sono stato chiamato, è perché ho le qualità per far bene che Milano cercava. Sicuramente non sarò una copia di Nimir: cercherò di fare ciò che so fare e ciò per cui sono stato preso. Sono stato già rassicurato in questo dal presidente Fusaro, che mi ha detto che non si aspetta da me che faccia 40 punti a partita. Lo ringrazio, ma anche se mi ha rassicurato, io darò sempre il massimo in gara e se riuscirò a mettere a terra 40 punti, lo farò di certo».

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