Powervolley e spirito olimpico: Angelescu ha portato la Fiamma a Cavalese

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Powervolley e spirito olimpico: Angelescu ha portato la Fiamma a Cavalese
31 Gennaio 2026
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Non solo volley o meglio non solo quello giocato in SuperLega e in Challenge, la grande famiglia Powervolley Allianz Milano del presidente Lucio Fusaro ha tessuto negli anni un network importante di relazioni con la squadra che va in campo e quella che lavora ogni giorno dietro alle quinte. In questi giorni ovviamente tutta la Milano sportiva (e non solo Milano) è in fibrillazione per lo storico appuntamento con i Giochi. Olimpiadi di Milano Cortina che prenderanno il via dallo Stadio di San Siro, a poche centinaia di metri dalla “casa di Powervolley”, l’Allianz Cloud con la Cerimonia inaugurale del 6 febbraio e con il main sponsor di Powervolley, Allianz, partner globale dei movimenti Olimpici e Paralimpici fino al 2028.
C’è anche una “storia olimpica” che ha toccato direttamente Powervolley e che ha coinvolto in prima persona Sabrina Angelescu, vicedirettore Generale e Responsabile Comunicazione & Marketing. Mercoledì 28 gennaio Sabrina è stata tra i tedofori della cinquantaduesima tappa della Fiamma Olimpica. Il percorso ha coinvolto la Val di Fassa, la Val di Fiemme e gli impianti dove si disputeranno le sfide per le medaglie. Partita in mattinata da Canazei sotto una fitta nevicata, la fiaccola ha raggiunto lo stadio del salto di Predazzo, lo stadio di fondo del Lago di Tesero fino a Cavalese dove, in piazza Verdi, Franco Nones, primo italiano a vincere l’oro nello sci di fondo a Grenoble 1968, ha acceso il braciere olimpico. Tra chi ha portato la fiaccola nelle valli trentine la combinatista Veronica Gianmoena, l’ex saltatore Matteo Antico, le ex fondiste azzurre Antonella Confortola, Bice Vanzetta, Amos Mosaner, Cristian Zorzi e, a rappresentare il mondo della pallavolo, la “nostra” Sabrina Angelescu. Ricordiamo che la cittadina di Cavalese da anni è denominata “La Casa del Volley Azzurro”, sede storica dei ritiri delle Nazionali italiane maschile e femminile. Ogni grande trionfo azzurro dell'ultimo ventennio è passato per i "gradoni" e il parquet fiemmese.


Ecco un’ampia sintesi delle interviste rilasciate da Sabrina Angelescu ad alcuni giornalisti presenti a Cavalese. Un discorso che spazia dall’esperienza olimpica al fare sport a Milano, con focus sul mondo del volley e sulle differenze di genere.
«Quei 400 metri con la fiaccola alzata sono stati un brivido continuo. Pelle d’oca, emozione pura, un’atmosfera magica che porterò sempre con me – ha spiegato Sabrina Angelescu al traguardo -. Anche la chiamata era stata inaspettata. Ringrazio chi, qualche mese fa, mi ha proposto di vivere questa esperienza così simbolica e carica di significato. Portare la Fiamma Olimpica significa trasmettere valori profondi, legati allo sport, ma anche alla vita di tutti i giorni. L’ho interpretato come un riconoscimento a chi dedica quotidianamente tempo ed energie allo sport, spinto dalla passione e dalla forza di volontà. Non si deve pensare solo a vincere: conta il percorso, il credere in ciò che si fa, il non mollare mai. Bisogna saper assaporare il cammino, abbracciare lo spirito di squadra anche nelle discipline individuali. Consentitemi anche un plauso all’organizzazione, che è stata davvero unica» ha aggiunto.



«Sono fiera, onorata e orgogliosa di aver portato la Fiamma Olimpica a Cavalese – ha spiegato ancora il vicedirettore generale di Allianz Milano - una città che è la Casa del Volley Azzurro. Qui si radunano le Nazionali, qui atleti, staff e allenatori lavorano ogni giorno per costruire dei sogni». Sollecitata sulla scarsa presenza delle quote rosa in particolare tra board e staff nel volley, Angelescu ha commentato. «Nel mondo della pallavolo la presenza femminile è già importante, ma c’è ancora tanto da lavorare. Fa un po’ male constatare che nelle società e nei campionati, tra ufficiali di gara, staff tecnici in competizioni locali, nazionali e internazionali, le donne siano ancora poche. Il punto non deve essere genere: contano le competenze, la capacità di essere la persona giusta nel posto giusto. È una barriera che va superata. E se siamo ancora qui a parlarne vuol dire che la barriera esiste ancora». Sabrina ha rivissuto il suo percorso nell’ambito sportivo. «Ho potuto fare esperienze parallele: Parigi, Mondiali, Europei e nella vita di tutti i giorni il ruolo di vicedirettore generale di Allianz Milano Powervolley. Vengo da una famiglia di ex pallavolisti di alto livello, così mi sono trovata a respirare sempre e vivere in questo mondo, prima da atleta e poi come addetta ai lavori. Nella società, con il presidente Lucio Fusaro, il direttore generale Fabio Lini, lo staff, gli uffici e i giocatori condividiamo un credo comune fatto di impegno, forza e grinta, indipendentemente dai risultati. I valori dello sport insegnano a vivere. Nello specifico con Powervolley mi occupo anche di comunicazione e marketing. L’ambizione è sempre quella di crescere in senso ampio. Se parliamo di tutto il mondo pallavolistico i risultati internazionali aiutano, ma è fondamentale il lavoro quotidiano sui rapporti con istituzioni, sponsor, pubblico. Milano Cortina in questo senso è un esempio straordinario di organizzazione e coinvolgimento».




«Fare sport a Milano non è semplice: trovare palestre, date per le partite, portare pubblico al palazzetto è complicato. L’offerta della metropoli è enorme, tra moda, fiere. In un fazzoletto di città conviviamo con San Siro, quindi Inter e Milan; all’Allianz Cloud con il basket, Olimpia, Urania e il Vero Volley femminile. Il rapporto con Milanosport la società in-house del Comune di Milano incaricata di gestire i principali impianti è eccellente, ma la concorrenza è altissima oggi le persone sono più portate a vivere anche tante esperienze diverse, la nostra sfida settimanale è provare a fidelizzare le persone e farle tornare partita dopo partita. Così facciamo anche con le aziende partner della nostra missione. Allianz ad esempio non è solo il nostro main sponsor: è un compagno di viaggio che ha creduto, ideato e sostenuto tanti progetti. Anche con altre aziende che ci sostengono, grazie al nostro presidente Lucio Fusaro, si è instaurato un rapporto fatto di fiducia, passione e condivisione. Sono diventati i primi tifosi di Powervolley. L’Allianz Cloud è una casa bellissima, un impianto straordinario, l’ideale anche per costruire i nostri progetti sociali, come Volley4All, Training for Future, la Powervolley Cup e ancora la Curva Arcobaleno, contro ogni disuguaglianza, che si è affiancata da due stagioni ai nostri tifosi della Curva Biancorossa. Milano è una città complessa e non sempre questi progetti ricevono l’attenzione che meritano, ma continueremo a lavorare per promuovere i valori dello sport, la pallavolo e l’uguaglianza e l’inclusione anche fuori dal campo».
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